giornata della memoria o dell'ipocrisia?

Fin da quando è stata introdotta la giornata della memoria ha rappresentato un momento importante per non dimenticare i fatti che hanno sconvolto l’Europa nella prima metà del novecento, specie per i più giovani che conoscono a riguardo solo quello che gli viene detto a scuola, ogni anno avvicinandosi a tale ricorrenza si moltiplicano incontri, documentari e film a riguardo, fin qui tutto bene ma quindi qual è il problema? A volte credo che questa ricorrenza stia diventando la giornata dell’ipocrisia, si accende la tv, si scopre che è la giornata della memoria guardando il Tg, si fa qualche commento alle terribili immagini che vengono mostrate riguardo i campi di concentramento, la sera guardiamo Shindler’s list per l’ennesima volta in replica su rete4 , durante la visione ci lasciamo scappare qualche imprecazione contro i tedeschi ,facendo proprio quello che non fecero neanche gli alleati cioè criminalizzare un intero popolo, poi con la coscienza pulita riprendiamo la nostra vita fino alla giornata della memoria successiva.
A cosa serve questo? Ad un bel niente.. la situazione in Europa è cambiata ma non di troppo, nella “storia della shoah” nel capitolo relativo agli esecutori dei massacri non si parla solo di assassini ma anche e soprattutto di persone normalissime che messe però nella condizione di operare, con la minaccia di perdere la fiducia dei propri compagni ed essere abbandonati magari al fronte, diventavano disponibile a qualunque barbarie, quindi la paura di finire fuori dal “gruppo” era un fattore importante, che paragone possiamo trovare nei giorni nostri? Un esempio: gli stupri di gruppo che sovente fanno capolino sui giornali quasi quotidianamente, per non parlare poi delle violenze su immigrati o persone ritenute “diverse”…in questi casi il protagonista è sempre il gruppo, il gruppo che permette e che legittima, magari aiutato da chi si gira dall’altra parte facendo finta di non vedere, se non addirittura promotore di tutto ciò, parte che negli anni 40 fu presa dal regime nazista e che oggi potrebbe essere presa da una società sotto anestetico che lascia correre qualsiasi fatto dinanzi a se ( quanti sono i casi di indifferenza dei passanti di fronte a stupri o altri crimini? Purtroppo più di quanti vorremmo) Ricordare è giusto, ma se cercassimo di “ ricordare per migliorare” non sarebbe una finalità ancora migliore?